Si è svolta il 12 novembre, nella prestigiosa cornice del la Sala Caduti di Nassirya – Senato della Repubblica, la presentazione del catalogo della mostra Futurismo-post-Futurismo: l’arte che non si ferma, progetto espositivo del Centro Antinoo – Marguerite Yourcenar, ospitato nei mesi scorsi presso La Vaccheria, la “casa romana della pop art” nel Municipio IX Roma Eur.
La mostra – che ha messo in dialogo opere di Enzo Benedetto, Stefania Lotti, Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini) e l’installazione site-specific Presenti Futuri di Ludovica Sitajolo – insieme al catalogo è stata curata da Laura Monachesi e Michele Amici. La presentazione del volume è stata moderata dalla dott.ssa Selenia Ida Esposito.
La senatrice Gelsomina Vono ha aperto l’incontro esprimendo “entusiasmo per la presentazione di questo catalogo”, definendolo non solo un volume d’arte ma “un manifesto contemporaneo” capace di testimoniare “la vitalità inesauribile di un movimento che ha saputo reinventarsi e parlare ancora al nostro presente”.
Nel suo intervento ha sottolineato il valore del percorso espositivo della Vaccheria, luogo immersivo dove cultura, poesia e installazione dialogano nel segno di un futurismo inteso come energia viva. Ha ricordato la figura di Enzo Benedetto, “calabrese come me, prima che italiano”, grande artista e instancabile documentarista del movimento futurista; l’eclettismo di Stefania Lotti, sempre animata da ricerca personale; e la creatività poliedrica di Farfa.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto all’installazione Presenti Futuri di Ludovica Sitajolo, capace, attraverso forme slanciate e materiali riflettenti, di evocare un dialogo tra luce, materia e movimento “in perfetta sintonia con lo spirito futurista”.
Il Presidente del Centro Antinoo – M. Yourcenar, Michele Amici, ha condiviso l’emozione di un evento dedicato alla memoria di Maria Fede Caproni, figura fondamentale nella storia trentennale dell’associazione: «Nel nostro piccolo abbiamo voluto ricordarla con questa mostra», nata da un’idea di Laura Monachesi e condivisa dal direttivo.
Ripercorrendo la figura di Enzo Benedetto, l’arch. Massimo Domenicucci (autore del progetto di allestimento con Chiara Domenicucci) ha collegato la sua attività al ruolo pionieristico che l’artista ebbe nel rapporto tra arte e archivi, ricordando il versamento del suo archivio all’Archivio Centrale dello Stato alla fine degli anni Ottanta.
Ha richiamato inoltre la grande mostra antologica del 1991 al complesso del San Michele – promossa dal Ministero dei Beni Culturali – come momento decisivo di valorizzazione dell’opera e dell’eredità documentaria dell’artista, sottolineando come Benedetto sia stato “un precursore” nel coniugare produzione artistica e custodia della memoria.
Titti Di Salvo, Presidente del Municipio IX Roma Eur, ha espresso orgoglio per la collaborazione con il Centro Antinoo iniziata con la mostra su Nano Campeggi e ha raccontato la rinascita della Vaccheria, aperta al pubblico nel 2022 e divenuta uno dei principali poli culturali della città: 100.000 visitatori in tre anni, gratuita, inclusiva e sostenuta da un ampio gruppo di volontari.
Ha definito il catalogo “solo l’inizio di un lavoro che spero continueremo a fare insieme”, riconoscendo nel progetto un messaggio molto potente sul futurismo anche come evoluzione e continuità con la pop art. Ha inoltre ricordato l’allestimento, in particolare l’uso delle sedie colorate dello spazio espositivo come elementi installativi.
La storica dell’arte dott.ssa Francesca Pietracci ha invitato a considerare il volume come strumento di studio, ricco di documenti e dati utili alla ricostruzione storica di un movimento che ha rivoluzionato la percezione del tempo, dello spazio e della modernità.
L’intervento ha ripercorso le radici culturali del futurismo, da Marinetti ai grandi fermenti intellettuali europei tra Otto e Novecento, mettendo in luce come Benedetto e Lotti abbiano proseguito una personale ricerca futurista, rispettivamente tra fisica, relatività e relazione corpo-mondo.
Il dott. Aldo Porry Pastorel portando una testimonianza familiare, ha rievocato episodi della sua infanzia accanto allo zio Enzo Benedetto e a Stefania Lotti: dagli affreschi domestici alle opere futuriste realizzate nella sua cameretta.
Ha offerto una lettura personale di un dipinto di Benedetto, interpretandolo come metafora della natura quantistica e ciclica dell’universo, “la danza del farsi e disfarsi delle coscienze individuali”, in un dialogo ideale tra intuizione artistica e filosofia antica.
Il dott. Antonio Saluzzi, storico prestato all’arte, che da anni collabora con il Centro Antinoo, ha definito L’arte che non si ferma “una sintesi perfetta dell’attività di Benedetto e Lotti”.
Ha ripercorso il ruolo del secondo futurismo e del post-futurismo nell’innovazione del linguaggio artistico e nella diffusione culturale, dal design alla moda fino alla cucina, ricordando l’impatto del manifesto della cucina futurista sulla gastronomia contemporanea.
L’artista Ludovica Sitajolo ha presentato la sua opera Presenti Futuri, “un turbinio d’acciaio” che invita il pubblico a riflettere e a riflettersi nello spazio circostante. L’opera, illuminata dal sole pomeridiano della Vaccheria, “sembra attendere ogni giorno il domani”, in dialogo simbolico con Farfa e con la poetica futurista delle trasformazioni in divenire.
La presentazione si è conclusa con la lettura di poesie di Farfa interpretate dalla pittrice e speaker Priscilla Lotti, in una selezione curata a suo tempo da Enzo Benedetto. La voce di Priscilla Lotti ha restituito al pubblico l’energia visionaria e ironica del poeta futurista, sigillando idealmente un percorso che dalla storia giunge alla contemporaneità.
L’evento in Senato ha confermato la forza di un progetto che intreccia memoria, ricerca artistica, valorizzazione archivistica e dialogo con il presente. La mostra e il catalogo Futurismo-post-Futurismo: l’arte che non si ferma si affermano così come testimonianza viva di un movimento che continua a interrogare il futuro, contaminare linguaggi, ispirare generazioni.
(foto di Corrado Sabato e Paolo Saluzzi)






