E’ uscito per i tipi di Rizzoli ” Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani” (348 pagine, 20.5 x 28 cm, Milano 2025) di Giordano Bruno Guerri.
Un’opera estremamente interessante, il nuovo volume di Giordano Bruno Guerri dedicato al Futurismo, definito dallo storico e scrittore come la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Un movimento che fu davvero “l’avanguardia delle avanguardie” e che, ancora oggi, continua a riverberare nei nostri comportamenti, nel modo di pensare la modernità e persino nelle tecnologie contemporanee.
Nel libro, Guerri ricostruisce l’esplosione di quel cataclisma totale – artistico, politico e di costume – che travolse l’Italia e l’Europa del primo Novecento. A partire dal Manifesto del 1909 di Filippo Tommaso Marinetti, l’autore ripercorre le vite straordinarie dei protagonisti del movimento, uomini e donne che fecero del Futurismo un invito radicale a superare il passato, a ridere delle ipocrisie, a demolire certezze e convenzioni per esplorare con entusiasmo visionario l’inconscio e l’ignoto.
Attraverso ritratti vividi di figure come Boccioni, Balla, Depero, Prampolini, Benedetta Cappa Marinetti e Valentine de Saint-Point, il volume affronta temi centrali e spesso fraintesi: il rapporto con la guerra, il ruolo delle donne, l’adesione al mito della velocità, l’amore per la modernità e il complesso legame con il fascismo. Un’analisi che non elude le contraddizioni, ma mostra anche come il Futurismo riuscì a difendere l’arte moderna da una condanna ideologica totale, diversamente da quanto avvenne in altri regimi del Novecento.
Arricchito da fotografie inedite, manifesti, opere d’arte e materiali di propaganda, il libro unisce rigore storico e brillantezza narrativa, offrendo una riflessione attuale sull’eredità futurista: dalle avanguardie del XX secolo fino a Internet e all’Intelligenza Artificiale. Un’opera che racconta non solo ciò che il Futurismo è stato, ma anche quanto di quel movimento continua a vivere, spesso inconsapevolmente, nelle nostre vite quotidiane. Citata anche la recente mostra “Futurismo-post-Futurismo: l’arte che non si ferma” alla Vaccheria di Roma.
