L’anniversario
A vent’anni dalla scomparsa una serata speciale per onorare il pioniere del volo e il suo lascito umano
Un evento organizzato dall’associazione “Antinoo” presieduta da Michele Amici e dalla fondazione
IL TRIBUTO
MAURIZIO CERA
Un grande evento per celebrare, a vent’anni dalla scomparsa, la figura, le imprese, l’eredità dell’uomo che ha volato con le aquile, attraversato i deserti, sorvolato le montagne seguendo il volo del deltaplano: così si è voluto ricordare con una serata speciale dal titolo “Angelo D’Arrigo – Vent’anni di cielo”, svoltasi nel complesso monumentale di San Salvatore in Lauro organizzata dal Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Marguerite Yourcenar e dalla Fondazione Angelo D’Arrigo.
Presidente dell’importantissima associazione Antinoo è Michele Amici, trebano, che però vive da sempre a Roma e che a Trevi nel Lazio, dove ha casa, torna sempre molto volentieri. A lui si deve una delle manifestazioni più belle e originali organizzate a Trevi come hanno affermato i fortunati partecipanti all’evento che si è svolto all’interno del castello medievale Caetani, una delle dodici roccaforti Templari d’Europa. Si sta parlando della cena medievale con tanto di rappresentazione teatrale e musica.
Il progetto templare contemplava diverse attività, molte delle quali gestite con maestria da Michele Amici che nel presentare questo ultimo riuscitissimo evento organizzato a Roma ha dichiarato: «È sempre un’emozione ricordare Angelo D’Arrigo. Un nome che evoca imprese straordinarie, cieli attraversati con coraggio e visioni che hanno saputo superare ogni confine. Questo evento dimostra con forza come l’amicizia tra il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Marguerite Yourcenar e Angelo D’Arrigo continui ancora, viva e presente nel tempo, un legame che non si è mai interrotto, ma che si rinnova in ogni occasione possibile, per ricordare il sorriso, la sua follia e la sua straordinaria umanità.
La sua grandezza non risiedeva soltanto nelle sue imprese, pur straordinarie, ma nella sua capacità di condividere, di coinvolgere, di rendere partecipi gli altri di un sogno più grande. Con lui – dice ancora Amici – il volo diventava racconto, esperienza da vivere insieme. E in questo, Angelo ha lasciato un segno profondo nel cuore del Centro Internazionale Antinoo per l’Arte.
Era un uomo capace di guardare lontano, ma che vedeva anche le piccole cose. Nei suoi gesti, nelle sue parole, c’era sempre un invito: quello a non accontentarsi, a cercare, a credere nella possibilità di andare oltre i propri limiti, senza mai perdere il contatto con la propria umanità. Angelo ci ha lasciato un’eredità che va ben oltre le sue imprese spettacolari: un’idea di libertà concreta, vissuta con disciplina e rispetto.
Non una libertà improvvisata, ma costruita giorno dopo giorno, attraverso studio, allenamento e ascolto della natura. Nelle sue traversate nel cielo, ha dimostrato che ciò che sembra impossibile può essere avvicinato, compreso e, a volte, superato. Angelo non teneva per sé queste conquiste, ma le trasformava in racconto, in ispirazione, in invito per gli altri a creare il proprio “volo”, qualunque esso sia, lasciandoci soprattutto un messaggio profondamente attuale: il sogno di ritrovare un equilibrio tra uomo e natura. Nei suoi voli accanto agli uccelli, non c’era dominio, ma dialogo, non conquista, ma relazione».
Durante l’evento è stato conferito il Premio Angelo D’Arrigo ad Amalia Ercoli Finzi, figura di riferimento mondiale nelle scienze aerospaziali e consulente della Nasa, Esa e Asi, capace di incarnare lo spirito di ricerca, coraggio e libertà che Angelo ha incarnato nel corso della propria vita. «Angelo – ha spiegato Laura Amici, moglie di D’Arrigo e presidente della Fondazione a lui intitolata – diceva sempre che il cielo non appartiene a chi lo sfida, ma a chi lo rispetta. Sono felice che il suo nome possa essere legato a una donna come Amalia Ercoli Finzi, perché in lei ritrovo quella stessa curiosità instancabile, quella stessa capacità di guardare oltre, con coraggio e delicatezza».È come se, in qualche modo, il volo continuasse».
Istituito dalla Fondazione che porta il suo nome al fine di riconoscere personalità che si sono distinte per l’unione tra eccellenza professionale e valori umani, lo scorso anno il premio è stato assegnato a Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, mentre in passato è stato attribuito ad altre figure straordinarie del mondo scientifico, della cultura e dello sport come Piero Angela, Pietro Mennea, Samantha Cristoforetti e molti altri ancora.
A chiudere la serata, cui hanno preso parte numerose personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e delle istituzioni, insieme a rappresentanti del settore aeronautico, scientifico e istituzionale, c’è stata “L’Ala di Angelo”, momento simbolico e partecipativo in cui il pubblico è stato invitato a lasciare pensieri e sogni, dando vita a un’ala ideale costruita dalla memoria condivisa.
