“Forum” degli aviatori d’Italia, n. 157 aprile 2026, notiziario di informazione dell’Associazione Arma Aeronautica, “Aviatori d’Italia” – ETS, sezione di Fidenza
link alla versione integrale della rivista:
https://www.assoaeronauticafidenza.it/forum-aprile-2026/
LE PAGINE DEGLI EVENTI
ANGELO D’ARRIGO – VENT’ANNI DI CIELO
La serata evento “Angelo D’Arrigo – Vent’anni di cielo“, tenutasi il 25 marzo 2026 a Roma è stata un’esperienza commemorativa articolata in momenti istituzionali, artistici e sensoriali.
Grazie alla generosa ospitalità dell’amica Laura Monachesi, fondatrice del “Centro Internazionale Antinoo per l’Arte”, la presidenza dell’Associazione Arma Aeronautica – Sezione di Fidenza, è stata invitata a partecipare a questo straordinario evento, tenuto il 25 marzo scorso, presso il complesso monumentale di San Salvatore in Lauro, nel cuore di Roma. Presenti il Presidente Bianchi, il Comandante Cordaro ed il collaboratore Camillo.
“Conoscevo per sommi capi la storia e le avventure di Angelo D’Arrigo, anche perché ho conosciuto e lavorato per molti anni a fianco del Gen. Giulio De Marchis, il pilota deceduto con Angelo nel tragico incidente di Comiso nel 2006. Avevo anche letto il simpatico libro a fumetti dedicato ad Angelo, ma la partecipazione al convegno nella ricorrenza dei “Vent’anni di cielo”, è stata una rara ed indimenticabile emozione. Ascoltare gli interventi di chi l’ha conosciuto ed ha collaborato alle sue avventure, vedere il video dei suoi incredibili voli in coppia con rapaci e gru, o i sorvoli della vetta del mondo e dei deserti, ha suscitato in me un indimenticabile coinvolgimento emotivo.
Inserisco nel testo la rielaborazione di una immagine di Angelo, presa in prestito dal video, che trovo adatta alla indovinata e pertinente definizione di “Icaro moderno” proposta da Antonio Di Giacomo, ancor più incisiva dell’uomo che volava nel vento, considerato che non esiste alcuno che riesca a volare senza vento, naturale o generato, perché il vento è portanza e la portanza è … volo.
Aggiungo il piacere di aver abbracciato Laura Monachesi e di aver conosciuto il Presidente Michele Amici e l’Arch. Massimo Domenicucci; di aver rivisto dopo tanti anni l’amico Gen. Vincenzo Parma e il “grande Comandante” Tricarico; ho inoltre ascoltato con interesse la Scienziata Amalia Ercoli Finzi, a cui mi sento vicino per aver anch’io lavorato due anni alla NASA, ma ho chiesto di avere l’onore di essere presentato a Laura Mancuso – moglie di Angelo – perché dalla storia di questa coppia, ho capito che non ci può essere un “Icaro” se non ha a fianco una “Dedalo” che macina con dedizione il suo prezioso lavoro organizzativo quotidiano, a cui si è promessa per amore, e per amore è motivata ad assecondare, condividere e sostenere le inimmaginabili idee del suo Icaro, contribuendo a modellarne le ali, con le capacità che solo una “grande compagna di vita” può avere. L’eredità scientifica, culturale e morale di Angelo sono indubbiamente anche merito di Laura Mancuso. Alberto Bianchi
Ma andiamo all’evento del 25 marzo – L’iniziativa, promossa dal “Centro Internazionale Antinoo per l’Arte” – Marguerite Yourcenar in collaborazione con la “Fondazione Angelo D’Arrigo”, presieduta da Laura Mancuso, ha avuto l’obiettivo non solo di celebrare i record e le imprese di Angelo, ma soprattutto sottolineare il lascito etico di questo straordinario avventuriero, nonché scienziato, riguardo alla tutela delle specie migratorie e al rapporto simbiotico tra uomo e natura.
Un evento che ha avuto modo di far “sentire” il volo ai partecipanti: proiezioni video delle sue imprese hanno accompagnato la presentazione, tra cui il documentario particolarmente suggestivo “Flying over Everest” diretto da Fabio Toncelli e prodotto da SD Cinematografica, ricreando l’atmosfera delle vette dell’Everest, delle distese del Sahara e di tante sue incredibili avventure.
Puoi visionare il video su questo link:
https://www.youtube.com/watch?v=uEN4fTykL5w
Le letture di Ivana Monti e di Enrico Lo Verso hanno regalato emozioni con i pensieri dedicati ad Angelo, sottolineando la sua filosofia: “Non volevo conquistare il cielo, ma capire come gli uccelli si fidano del vento”.
Il Presidente onorario Gen. A.M. Vincenzo Parma ha introdotto i protagonisti del legame tra Angelo e l’Aeronautica, quali il Gen. Leonardo Tricarico – già Capo di Stato Maggiore A.M. – che ha creduto con convinzione ai “visionari” progetti di D’Arrigo; il Col. Francesco Torchia, al fianco di Angelo con passione e competenza nelle sue sperimentazioni, ha raccontato la capacità e le conoscenze del volo di Angelo. Un momento centrale è stato il conferimento del premio ad Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in ingegneria aeronautica in Italia e consulente scientifica della NASA e dell’ESA, ma soprattutto scienziata aerospaziale di fama mondiale per aver incarnato lo spirito di ricerca e libertà tipico del pilota. Il riconoscimento le è stato assegnato per il suo contributo all’esplorazione spaziale, che riflette la curiosità e il superamento dei limiti propri di Angelo D’Arrigo.
Gli ospiti hanno partecipato attivamente all’evento, dedicando anche – al termine dell’evento – messaggi di speranza e ricordi sulla superficie di due ali esposte nella sala convegni, trasformandole in un’opera d’arte collettiva.
“IL MODERNO ICARO”
20 anni fa ci lasciava Angelo D’Arrigo…l’uomo che volava con le aquile
Era il 26 marzo del 2006 quando Angelo d’Arrigo se ne andava per sempre, lui, una sorta di Icaro dei tempi moderni, che fondeva ricerca aeronautica, preparazione, studio ad una filosofia di volo, quanto più vicina alla natura. Angelo D’Arrigo era un aviatore particolare, un uomo che ha lasciato il segno nel campo dell’Aviazione, con imprese e primati. Ne è stato un divulgatore e un pioniere promotore dell’aviazione sportiva da diporto. Chi scrive, da ragazzino, consumò il nastro di una sua videocassetta, in cui Angelo spiegava il volo e la tecnica del Deltaplano a motore.
Nato a Catania il 3 aprile 1961, si Laurea all’Università dello Sport di Parigi nel 1981. Consegue il brevetto di Istruttore di Deltaplano e Parapendio, di guida alpina e di maestro di sci, vincendo inoltre Campionati Mondiali ed Europei di volo libero. Lasciata la carriera agonistica, si dedica a progetti particolari, alla ricerca scientifica, aeronautica e allo studio sugli uccelli migratori.
Nel 2001 studiando e seguendo la rotta dei Falchi migratori, sorvola il Sahara ed il Mar Mediterraneo.
Nel 2002 studia ed elabora il primo progetto di volo accanto agli uccelli. In collaborazione con il “Russian Research Institute for Nature and Protection” di Mosca, Angelo compie una traversata in Deltaplano sulla Siberia, guidando per 5.300 Km uno stormo di “Gru Siberiane” in via d’estinzione, nate in cattività e che reintroduce così nel loro habitat naturale.
Nel 2004 vola sopra l’Everest in coppia con un’Aquila Nepalese, stabilendo un altro record. Questa impresa è narrata nel documentario “Flying over Everest” di Fabio Toncelli e non fu l’unica volta che Angelo volerà accanto alle Aquile. Infatti, nel 2006, studiando e seguendo la rotta migratoria dei Condor, sorvola la montagna dell’Aconcagua, nella Cordigliera delle Ande.
Queste imprese per complessità, viste anche le condizioni climatiche e meteorologiche a quelle quote, richiesero anni di preparazione, ricerche scientifiche, progettazione del velivolo, prove nelle gallerie del vento e preparazione fisica. La stessa impresa sull’Everest non fu affatto semplice, in quanto le condizioni meteo, misero a dura prova Angelo, il suo Deltaplano e anche il suo
collaboratore ed amico Richard Meredith, che lo trainò in quota con un Deltaplano a Motore. I due a oltre 8.500 metri incontrarono terribili turbolenze che misero a dura prova il tutto. A soli 500m dalla cima dell’Everest, una fortissima corrente spezza il cavo che univa i due Deltaplani, con il primo, scaraventato verso il basso e che ritornò alla base, mentre Angelo continuò lottando con il cavo rimasto attaccato al suo Deltaplano, riuscendo a sganciarlo per potersi poi librare finalmente sulla cima dell’Everest, che sorvolò per ben due volte. Ma i guai non erano finiti, sulla rotta di ritorno infatti, un addensamento nuvoloso gli sbarrò la strada e con l’ossigeno che iniziava a scarseggiare nelle bombole, decise di atterrare in un posto alternativo, sul versante ovest del Khumbu a 5.050 m, dove il CNR italiano ha costruito il Laboratorio-Osservatorio Internazionale “Piramide”, un centro studi e ad elevata altitudine ai piedi dell’Everest. Pensate che a causa della rarefazione dell’aria, il Deltaplano ad ala rigida di Angelo, scendeva a quasi 100 Km/h, con un conseguente veloce atterraggio, che però non causò alcun danno al pilota e al mezzo. Durante il sorvolo dell’Everest, Angelo si trovò a 8.990 m, con una temperatura di – 53° e velocità che superavano i 200 Km/h. Un volo, un’impresa incredibile durata 4 ore e 30 minuti ed Angelo D’Arrigo è l’unico uomo ad averla effettuata, merito come detto di una lunga preparazione fisica e psicologica. Angelo si sottopose infatti a test molto rigidi, con la collaborazione del personale del Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale dell’Aeronautica Militare, a Pratica di Mare, dove venne simulata, con lui dentro la camera ipobarica, una quota di 14.000 m, ben maggiore di quella cui si sarebbe trovato durante la sua impresa. Si testò anche il suo Deltaplano e tutta l’attrezzatura, in galleria del vento, con lui appeso al mezzo, per capire come ottimizzare anche il suo equipaggiamento di volo (casco ecc.), testando i l comportamento ad alta velocità e temperature sino a – 42°C. Oggi il Deltaplano di Angelo, con cui effettuò le sue incredibili imprese, è conservato ed esposto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano.
Purtroppo tutti i suoi progetti, i suoi sogni di ricercare e studiare quel tipo di volo, quanto più vicino alla natura, si spezzarono tragicamente in un beffardo incidente aereo in cui era passeggero e dove perse la vita anche il pilota. Se ne andava così a soli 44 anni Angelo D’Arrigo, “l’Icaro moderno” che voleva volare ancora più in alto, lasciano un vuoto, ma anche un contributo notevole al mondo del volo.
Tanti Documentari a lui dedicati, come quello dal titolo “L’Angelo tra le nuvole”, tante persone hanno e continuano a parlare ed a scrivere delle imprese e studi di Angelo D’Arrigo, addirittura in Tesi Universitarie. Il Liceo scientifico “Leonardo” di Giarre, su proposta del presidente del Consiglio d’Istituto Prof. Paolo Amato, ha intitolato ad Angelo il vialetto antistante il prospetto dell’edificio scolastico. Laura Mancuso, moglie di Angelo ha istituito in sua memoria la “Fondazione Angelo d’Arrigo”, un organismo di formazione e beneficenza che annualmente, durante l’Etna Comics, assegna uno speciale premio “nel segno della cultura e della divulgazione scientifica”.
Grazie Angelo…e chissà…magari adesso non hai più limiti volando in quei cieli altissimi.
Antonio Di Giacomo – “Svolazziamo”
