Segnaliamo con piacere l’interessante articolo “Adriano umano troppo umano” della scrittrice Premio Strega Donatella Di Pietrantonio che racconta Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, nuovo libro del mese dell’Isola di Robinson, supplemento culturale settimanale de la Repubblica del 15 agosto 2026.
” Quando mi è capitato tra le mani avevo tra i venti e i venticinque anni, non ricordo esattamente. Il racconto di un sessantenne che si approssima alla morte era davvero quanto di più lontano da me in quel momento. Eppure sono bastate poche righe per catturarmi, anzi le prime tre parole dell’incipit: «Mio caro Marco». […]
Se quest’uomo «quasi saggio» non avesse conservato la pace nell’impero, dice Yourcenar, non si sarebbe interessata alle sue gioie e alle sue sventure, probabilmente non l’avrebbe scelto. È la «presa di possesso di un mondo interiore» l’intenzione dell’autrice. Il monumento, come lei afferma, è ricostruito a suo modo, ma si è servita di pietre autentiche. L’ultima voce di Adriano ci parla attraverso i secoli, filtrata e struggente, per forza tradita, ma vera.
Perché la sua figura ci interessa ancora? Forse solo da questa distanza possiamo dire che è stata straordinaria e irripetibile. Oggi si può avere nostalgia di Adriano. Certo non dell’imperatore, di un potere assoluto. Ma nel tempo che viviamo ho nostalgia della sua visione del governo. Ha usato con saggezza il privilegio – a pochi concesso – di cambiare il mondo e lasciarvi un’impronta personale e duratura. Non era di sicuro un rivoluzionario, sapeva discernere tra ciò che andava abolito e ciò che poteva essere conservato. Almeno nelle pagine di un romanzo ha riconosciuto i suoi errori. Ha fondato città e biblioteche, contro la barbarie che vedeva arrivare.
Marguerite Yourcenar non è lui. Si è sempre opposta a questa identificazione trovandola grossolana e frettolosa. E’ plausibile solo come lo è per «ogni essere che ha vissuto l’avventura umana». Di certo è riuscita nell’impresa di creare per il suo Adriano una voce letteraria così alta e autentica. “
Donatella Di Pietrantonio
(Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, Einaudi, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, pagg. 344)
